Piano editoriale su Facebook: a cosa serve e come pianificarlo

Piano editoriale facebook
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Stai cercando di creare il tuo piano editoriale Facebook ma non sai da dove partire? Bene, prima di andare nello specifico del social di Mr. Zuckerberg dovresti prima capire cos’è, in generale, un piano editoriale. Da dove nasce questo termine che con l’avvento di innumerevoli identità web di aziende e privati,è qualcosa che devi sapere. Anche se oggi questo termine viene sempre più utilizzato per ambiti che non hanno nulla a che vedere con l’editoria, il piano editoriale nasce proprio da lì.
Il piano editoriale nasce nelle editorie: un piano volto a programmare e determinare le opere da pubblicare negli anni a venire, completato da una stima degli introiti e delle uscite. Con l’avvento di Internet ed in particolare di qualsiasi genere di impresa o attività presente sui social network, chiunque abbia investito nel web marketing ha sentito il bisogno di una organizzazione del lavoro in questione. Per questo sono nate figure come Social Media Manager, Social Media Specialist, Webmaster ecc…

Il piano editoriale nasce nelle editorie: un piano volto a programmare e determinare le opere da pubblicare negli anni a venire, completato da una stima degli introiti e delle uscite. Con l’avvento di Internet ed in particolare di qualsiasi genere di impresa o attività presente sui social network, chiunque abbia investito nel web marketing ha sentito il bisogno di una organizzazione del lavoro in questione. Per questo sono nate figure come Social Media Manager, Social Media Specialist, Webmaster ecc…

Cos’è il piano editoriale su Facebook

La risposta è semplice: una strategia di comunicazione. Questa serve per definire la presenza sui social che si desidera attribuire ad una tale impresa od azienda.

Un piano editoriale, nello specifico, ti servirà per programmare e pianificare la pubblicazione su Facebook…o anche su altri social. Facebook nello specifico è uno strumento potentissimo per le aziende che sempre più investono in sponsorizzate e ingaggiano copywriter ed esperti social.

Nel 2020 Facebook si è confermato il Re dei Social Media. Qualche numero in termini di marketing? Ti basti sapere che più di un terzo della popolazione mondiale è presente sulla piattaforma e 80 milioni di piccole aziende hanno la loro pagina commerciale.

Come strutturare un piano editoriale su Facebook

C’è bisogno di impegno e soprattutto buonsenso. Ricorda che, almeno sui social, la prima impressione è quella che conta. Per capire come agire devi porti 3 domande fondamentali.

  1. Chi sono? Definire la vision della tua azienda è quanto di più – paradossalmente – difficile si possa immaginare. Capire cosa dovrebbe fare la tua attività ti aiuterà a comprendere quali saranno i tuoi obiettivi;
  2. A chi voglio rivolgermi? Si chiama ‘target’, il pubblico al quale vuoi principalmente mostrarti. Lo step successivo alla stesura degli obiettivi è quello che ti permette di creare i profili: le ‘personas’;
  3. Perché? Qui si passa all’azione. È il punto in cui tratterai i contenuti da inserire.

Uno dei metodi che uso spesso è il buon vecchio ‘brainstorming’, accumulare tutte le idee su di un foglio per poi riorganizzarle.

Come preparare un piano editoriale per Facebook

Facebook e il web in generale offre una miriade di tool, gratuiti o a pagamento che siano, fondamentali per la crescita di un brand. Andiamo per step secondo i punti illustrati nel paragrafo precedente.

  • Obiettivi. Il passo principale è capire dove ci si vuole posizionare rispetto alla concorrenza, il consiglio è sempre quello di dare uno sguardo a come si muovono i tuoi ‘avversari’.
  • Iltarget. A questo proposito Facebook mette a disposizione dei tool a disposizione per la targhettizzazione: si chiama Facebook Ads e ti permette di definire ogni dettaglio del pubblico al quale vuoi rivolgerti. È a pagamento ma molto affidabile. Puoi impostare il tuo budget ed i giorni totali di promozione;
  • I contenuti. Essere originale sarà il tuo tratto distintivo, e scegliere quale contenuto inserire è un lavoro delicato che richiede estrema attenzione. Esistono tre tipi di contenuti: 1) Product-Centric, con l’obiettivo di acquisire clienti promuovendo prodotti; User-Centric, principalmente a carattere informativo, rubriche ecc…; Business-Centric, lo chiamo ‘motivazionale’. Sono contenuti che vogliono far conoscere al mondo i valori di una data azienda senza l’obiettivo di vendere tramite il social.

Si, ma…come faccio a creare il mio calendario social? Dando per scontato che hai una minima base di Excel e dei fogli di calcolo, esistono molte app e modalità per programmare il tuo lavoro. Il tuo calendario editoriale ti permetterà di definire: tipo di post da pubblicare, il giorno in cui farlo, l’orario e con quale frequenza. A questo scopo è bene prendere confidenza con gli Insight di Facebook, che ti aiuteranno nella scelta.

Una volta definito per bene il tuo calendario il resto dovrebbe essere una passeggiata. Come detto esistono degli strumenti molto affidabili ed efficienti che permettono di facilitare il lavoro non ‘dandoti tanti pensieri’. Hootsuite, Buffer e Postpicklr ad esempio sono molto user friendly ed intuitivi, ti permetteranno di tenere sotto controllo tutti i tempi di pubblicazione dei contenuti da te creati.

Variare nella tipologia di post può essere una carta vincente, ma attenzione…mantieni sempre la tua brand identity!

Case Study

Nei corsi di laurea in Scienze della Comunicazione si fa spesso riferimento ad alcuni casi in particolare per far comprendere quanto le strategie social e i messaggi che trasmettono possano influenzare l’utente. Facebook, così come il resto dei social network sono un ottimo strumento per veicolare messaggi importanti e di sensibilizzazione (vedi i Ferragnez durante la pandemia).

Un Case Study negativo, invece, è ad esempio quello di Melegatti. Una foto che ritraeva due mani che sbucano da sotto le coperte con in mano dei croissant, seguite da uno slogan in bella mostra: “Ama il prossimo tuo come te stesso….basta che sia figo e dell’altro sesso”. Con un chiaro messaggio omofobo la citazione scatenò l’inferno e l’azienda si giustificò dicendo che la nuova agenzia di comunicazione aveva pubblicato senza il loro consenso.

Doppia figuraccia!

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