Boom della consegna a domicilio

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Boom della consegna a domicilio per supermercati e piccoli negozi.

La pandemia del nuovo coronavirus ha imposto misure di lockdown più o meno stringenti per miliardi di persone nel mondo. Questa situazione ha provocato un cambio nei consumi anche in italia, sia con un’esplosione della domanda di generi alimentari che con un aumento della domanda della richiesta on-line. quali sono le conseguenze per la piccola e grande distribuzione?

Secondo uno studio Nomisma sui consumi, in Italia le misure di lockdown decise per contrastare la diffusione del Covid-19 hanno modificato la composizione del carrello della spesa. C’è stato un aumento deciso dei consumi di generi alimentari in un’ottica di scorta ed accumulo. Inoltre, gli italiani hanno riscoperto il made in Italy e la cucina: il 22% in più dei consumatori si orienta sui prodotti italiani; il 40% invece, ha dato spazio a farine e lieviti ed il 70% a confezioni multiple e alimenti a lunga conservazione. La tendenza alla scorta alimentare è sicuramente dettata dalla contingenza: il senso di incertezza, ha spinto gli italiani ad accaparrarsi scorte alimentari fin dai primissimi momenti dell’emergenza, quando ancora il lockdown totale di Marzo non era in vista. Allo stesso tempo, le nuove regole di distanziamento sociale hanno reso la spesa fisica nel negozio, un percorso ad ostacoli che può consumare anche molto tempo. In questo periodo, i piccoli negozi di quartiere hanno visto una decisa rinascita, ma al tempo stesso si sono dovuti adeguare ad una nuova realtà, ovvero la consegna a domicilio.

Boom di richieste per la spesa a domicilio.

La richiesta di spesa a domicilio è aumentata del 10% all’inizio del lockdown, con un aumento del 40% complessivo delle richieste per food delivery, mentre il 15% dei consumatori intervistati ha preferito negozi on-line o app con vendita di prodotti locali. Attorno a Pasqua, le richieste per la consegna a domicilio sono arrivate a toccare vette del 178%, secondo uno studio Nielsen. Questo dato vertiginoso, è dovuto sicuramente alla contingenza delle misure di lockdown con il periodo festivo, ma è un trend trasversale rispetto ai Paesi colpiti. Anche in Cina infatti, si registra un aumento del 15-20% delle richieste per la consegna on-line, nonostante il Paese sia in progressiva uscita dal lockdown. Anche il cibo d’asporto in generale segna un incremento deciso, oltre ad essere uno dei pochi modi che consentono a bar e ristoranti di sopravvivere ai divieti.

Diversi modelli di delivery. Non solo supermercati.

I modelli di delivery sono diversi, anche a seconda del Paese. Per i grandi supermercati, in Svizzera esiste un servizio di ritiro che si appoggia alle stazioni di servizio; anche in Francia si usa il click and collect, ma direttamente nei supermercati. Un altro modello è quello italiano, dove i supermercati come Esselunga e Coop, si appoggiano a soggetti terzi proprietari dei mezzi di trasporto. Sfortunatamente, questo sistema ha determinato ritardi e rallentamenti, rendendo praticamente impossibile in certi periodi effettuare la spesa on-line entro tempi accettabili. Nonostante ciò, si sono sviluppate diverse app come Supermercato24, che avrebbero lo scopo di facilitare il compito di acquistare on-line in un Paese, l’Italia, maglia nera per la digitalizzazione. Reggono meglio i piccoli negozi con consegna a domicilio, che sono raggiungibili on-line tramite propri siti o altri canali. Dai siti e le pagine Facebook delle pubbliche amministrazioni, fino a siti dedicati (come iorestoacasa.delivery) e app (ComproDaCasa), in poco tempo si sono creati diversi aggregati per permettere una spesa on-line alternativa rispetto alle catene della grande distribuzione. Nei centri come Milano o Roma, che possono contare su lavoratori disponibili e brevi distanze, funzionano anche i servizi di delivery come Deliveroo o Glovo, per i vari attori del comparto, dalla GDO, ai piccoli negozi fino ai ristoranti.

Esploso a causa del lockdown e delle misure di distanziamento sociale, il trend della spesa on-line è cresciuto esponenzialmente. In italia, si è toccata la vetta del +178% nel periodo pasquale, ma in ogni Paese toccato dai provvedimenti anti-Covid 19 si è registrata una crescita molto simile della spesa on-line. I supermercati in Italia hanno subito dei rallentamenti, che hanno dato spazio ai piccoli negozi, sia per la spesa fisica che per quella on-line, favorita da siti, app e aziende di delivery.

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