Turismo ai tempi del Coronavirus: distanziamento sociale e prezzi in aumento.

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Turismo ai tempi del coronavirus
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Covid-19 ha messo in crisi più di tutti i settori turistico e ricettivo.

Il Covid-19 ha messo in crisi più di tutti i settori turistico e ricettivo. Nella prospettiva di una riapertura in estate, le regole di sanificazione e distanziamento sociale potrebbero portare a un aumento dei prezzi.

Il settore turistico contribuisce al PIL italiano per il 13,2% e occupa circa 3,5 milioni di lavoratori, ma l’arrivo del Coronavirus ha completamente distrutto le rosee aspettative di crescita pre-pandemia. Le misure di contenimento messe in atto dai Governi dei singoli Paesi, come i lockdown e la chiusura delle frontiere, hanno messo in ginocchio un settore, che nel 2019 aveva registrato uno degli anni migliori. Il brusco salto dall’overtourism al totale azzeramento dei traffici, ha reso il 2020 l’annus horribilis del turismo. La necessità di ripensare l’intero comparto, alla luce del distanziamento sociale, potrebbe portare a un deciso rialzo dei prezzi.

Turismo in Italia e Fase 2.

Il 4 maggio l’Italia entrerà ufficialmente nella Fase 2, quella della convivenza del Coronavirus. Lentamente, i movimenti delle persone riprenderanno ma il distanziamento sociale ci accompagnerà fino alla fine dell’emergenza, che potrebbe non aversi finché una cura o un vaccino non saranno disponibili. Il turismo ed il settore hospitality non possono che adeguarsi. Le previsioni sono di un ritorno al turismo di prossimità, quindi gite fuori porta e percorsi preferibilmente con mezzo proprio, come l’auto. La speranza è che l’assenza di turisti stranieri venga compensata da quelli italiani, ma le richieste in termini di pulizia e procedure di distanziamento sociale saranno molto più rigorose sia da parte degli utenti, che delle autorità sanitarie.

Le linee guida dell’OMS per il settore ricettivo.

L’OMS ha tracciato alcune linee guida, non definitive, per consentire alle strutture ricettive di aprire. Oltre a garantire una concentrazione di ospiti ottimale, le raccomandazioni di pulizia e disinfezione sono molto rigorose. Per quel che riguarda il distanziamento sociale, le aree buffet e ristorazione sono da ripensare per poter garantire il minimo contatto tra ospiti e alimenti; all’interno della stessa zona poi, i tavoli e le sedie devono essere disposte ad una distanza minima anti-droplet. Gli hotel e gli alberghi dovrebbero predisporre dei dispenser di gel igienizzante per le mani a base alcolica, lo stesso che dovrebbe essere usato dal personale, assieme a dispositivi di protezione personali adeguati. Anche le piscine e l’aria condizionata meritano attenzione, perché deve essere garantito il funzionamento ottimale, la disinfezione e l’efficienza dei filtri. La salute degli ospiti deve essere controllata;allo stesso modo i dipendenti dovrebbero astenersi dal lavoro in caso di sintomi respiratori o febbre. Va da sé che misure di questo genere comportano un costo economico e sociale per hotel, alberghi e Bed and Breakfast, che potrebbero penalizzare soprattutto le piccole strutture; lo stesso dicasi per gli appartamenti AirBnB. Inoltre, potrebbe essere necessario ridurre il volume degli ospiti, comportando un rialzo dei prezzi.

Coronavirus e stabilimenti balneari.

Non è diversa la situazione degli stabilimenti balneari, dal momento che ogni assembramento andrà evitato ancora per molto tempo. A Porto Cesareo, in provincia di Lecce, nel week-end dopo Pasqua, sono state effettuate prove di distanziamento tra gli ombrelloni. Aumentando significativamente lo spazio tra una postazione e l’altra, si finirebbe ad avere una riduzione dell’offerta che va dal 30 fino al 60% dei posti. Altre misure pensate dai gestori sono quelle del contingentamento delle entrate, riduzione degli spazi comuni, ingresso su prenotazione e divisione dei flussi, oltre all’installazione di dispenser di gel igienizzante. Questo comporterebbe un aumento di circa il 15% rispetto al prezzo abituale. Resta il problema del controllo del bagnasciuga a transito libero e delle spiagge libere, oltre che del non trascurabile quesito della trasmissibilità del Covid-19 attraverso l’acqua del mare.

Nonostante i tentativi per ripartire, il turismo ha davanti a sé una sfida importante, rappresentata dalle misure necessarie per convivere con il nuovo Coronavirus. Gli standard di distanziamento sociale e pulizia potrebbero ricadere sugli utenti, con un prevedibile aumento dei prezzi sia per quanto riguarda le strutture ricettive che per gli stabilimenti balneari.

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