Aiuti e meno tasse. Il Cna Toscana lancia l’allarme per la sopravvivenza delle imprese.

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Aiuti e meno tasse
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I provvedimenti presi dal Governo per appiattire la curva del Covid-19 e tutelare la salute pubblica, hanno avuto un impatto molto forte sulle imprese.

Micro e piccole medie imprese si sono trovate con un allarme liquidità a cui si è tentato di porre rimedio con aiuti e fondi. Ma basterà a salvare le imprese italiane?

Il 21 Febbraio 2020 veniva registrato a Codogno il primo paziente affetto da Covid-19 sul territorio italiano,  senza storie di viaggio rilevanti epidemiologici con la Cina. Pochi giorni dopo, la penisola si rendeva conto di quanto la situazione del territorio tra Lombardia ed Emilia fosse solo la punta dell’iceberg; con una trasmissione comunitaria in corso da tempo, tanto che si stima essere iniziata attorno agli inizi di Gennaio.Vista la crescita esponenziale dei contagi, il Governo ha emanato una serie di Dpcm restrittivi. Dal primo appello al buon senso infatti, si è passati ad un lockdown esteso su scala nazionale il 9 marzo. Il Presidente del Consiglio Conte, oltre a vietare la circolazione dei cittadini, provvedeva a stabilire la temporanea chiusura delle attività considerate non essenziali. Il risvolto drammatico sulle imprese, soprattutto micro e piccole-medie imprese, che costituiscono circa il 41% del tessuto economico italiano, è stato molto forte. Per porre rimedio alla situazione sono stati emanati dei Decreti successivi, con lo scopo di fornire liquidità immediata ad imprese e lavoratori.

I provvedimenti economici del Governo contro le conseguenze del Covid-19

Nelle intenzioni, una serie di provvedimenti economici e tributari avrebbero dovuto stanziare dei fondi immediatamente disponibili per aziende e famiglie. Il primo passo è stato quello di stabilire e favorire il ricorso allo smart working, rendendo così possibile il proseguimento di alcune attività lavorative; inoltre, è stato disposto il divieto dei licenziamenti e l’estensione della CIG per 9 settimane. Sul fronte imprese, è stato disposto un versamento di 600 euro per Marzo, che si prevede aumentato fino a 700-800 euro per Aprile e Maggio, per le partite IVA e gli autonomi; inoltre, nelle previsioni del Legislatore, sono stati messi a disposizione dei fondi per le imprese da micro a grandi, con garanzia dello Stato. Inoltre, è prevista una moratoria sui prestiti, agevolazioni sugli affitti detraibili dalle imposte e la sospensione delle tasse fino al mese di Giugno.

Tra intenzioni e realtà, il problema dell’accesso agli aiuti degli autonomi e delle imprese.

Il punto è che tutto questo potrebbe non bastare, soprattutto perché l’effettiva disponibilità del credito è soggetta a grossi limiti strutturali e burocratici. I 600 euro messi idealmente a disposizione dall’INPS ad esempio, si sono scontrati con gravissimi problemi di accesso al sito, tanto che si è parlato di un breach dei dati. In un primo momento infatti, gli utenti si sono trovati di fronte a dati di utenti sconosciuti e hanno riscontrato grosse difficoltà di accesso al sito. Per quel che concerne il credito alle imprese, che avrebbe dovuto restituire liquidità ed una boccata d’aria alle attività congelate, l’ostacolo maggiore è la burocrazia: alcuni istituti di credito, richiedono anche 19-16 pagine di documentazione, che non tutte le aziende riescono a produrre considerato il momento storico e la difficoltà di accesso a determinate informative e servizi. Al momento attuale, in attesa del provvedimento di Aprile le imprese restano sospese nella totale incertezza.

L’allarme del Cna Toscana sulla sopravvivenza delle imprese.

Giacomo Cioni illustra la situazione allarmante della Toscana, chiedendo al Governo certezza e aiuti alle imprese. Un nodo cruciale, oltre allo snellimento delle procedure burocratiche e facilitare l’accesso al credito, è quello delle tasse: agli enti locali e al Governo, si chiede non la sospensione di tasse e contributi, ma la loro eliminazione per il periodo di chiusura. Inoltre, sarebbe opportuno ridisegnare il sistema tributario per le imprese, per garantirne la sopravvivenza. Il Cna Toscana avanza l’ipotesi di un sistema di tassazione per cassa, su quanto fatturato e senza anticipi; aliquota massima al 50% per le imposte locali e fiscali; detassazione dell’energia. Un piano per 6 mesi insomma, che comprenda anche un processo snello per l’accesso al credito e un piano di sviluppo strutturale, che in questo momento manca e che potrebbe fare la differenza per il tessuto economico italiano.

I provvedimenti per contenere l’epidemia del nuovo Coronavirus in Italia hanno determinato un arresto delle attività produttive. Il Governo ha tentato di porre rimedio, con l’accesso alla liquidità per le imprese, gli autonomi e le famiglie. Burocrazia e disservizi, hanno reso queste intenzioni fallaci. Il Cna Toscana chiede un piano strutturale, nell’arco di 6 mesi, per consentire alle micro e piccole-medie imprese di rinascere e rilanciare seriamente l’economia italiana, nel segno della burocrazia zero.

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