La ripartenza delle piccole imprese al tempo del Coronavirus.

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Ripartenza piccole imprese

La ripartenza delle piccole imprese al tempo del Coronavirus.

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La ripartenza delle piccole imprese al tempo del Coronavirus e le opportunità del digitale.

L’emergenza dettata dal nuovo coronavirus ha sconvolto l’economia italiana, minacciando soprattutto le piccole attività che fanno affidamento sul rapporto diretto con il cliente e che costituiscono la vera ricchezza dell’economia italiana. Quali strategie adottare perché la ripartenza riguardi tutti?

Il tessuto economico italiano è costituito per la maggior parte dapiccole-medie imprese e attività a conduzione familiare, micro-imprese che non hanno a disposizione la liquidità dei grandi nomi per ripartire. Da tempo minacciati dalla GDO e dalla consegna on-line, soprattutto con colossi come Amazon, i piccoli negozi risentono da tempo della spinta alla digitalizzazione chenel nostro Paese, si è fatta sentire molto meno che altrove. Il nuovo coronavirus ha stravolto questo equilibrio già precario, spingendo in maniera decisa verso il commercio on-line. Questa tendenza ha privilegiato Amazon in prima battuta, successivamente diverse iniziative hanno dato respiro alle realtà più piccole, privilegiate anche dalla scelta dei consumatori. Una vera ripartenza non può prescindere da un piano che tenga conto delle piccole realtà economiche, perché ripartire, vuol dire ripartire tutti.

La spinta del commercio on-line

Distanziamento sociale, sanificazione, controllo della temperatura, mascherine e guanti: questa è la nuova realtà del consumo, non solo in Italia ma in diversi Paesi colpiti dal nuovo Coronavirus. Al di là dell’emergenza economica e della preoccupazione che hanno contratto i consumi, fare la spesa o acquisti in generale è diventato difficile e tale resterà a lungo. Questo ha determinato un netto aumento del consumo on-line, sebbene i primi provvedimenti in Italia abbiano impedito fino al 13 Aprile il consumo di beni velleitari. Al tempo stesso, i piccoli negozi di quartiere hanno vissuto un momento di rinascita, approdando per altro al web nonostante non tutti siano dotati di un sito. Dopo essersi organizzati per le consegne a domicilio infatti, molti negozi sono stati segnalati dai siti e dai social dei singoli Comuni; altre iniziative sono servite ad aggregare le diverse realtà, fornendo degli spazi per i piccoli commercianti. Tra tutti, abbiamo iorestoacasa.delivery, oppure app come ComproDaCasa.

L’importanza di una presenza on-line

Per ripartire e ripartire assieme, è indispensabile per le piccole e grandi realtà investire in una presenza digitale. Un contatto diretto con la clientela non passa solo da un sito web, oppure dai grandi Marketplace come Amazon, ma anche dal costruire una propria immagine e una propria linea di comunicazione. Oggi come oggi, i clienti sono on-line e anche le piccole attività devono digitalizzarsi e sfruttare tutti i canali a disposizione.

Google My Business come alleato locale.

Un modo per farsi trovare dai potenziali clienti è Google My Business. La funziona messa a disposizione per le diverse realtà economiche, consente di comparire in una mappa geolocalizzata, con i propri dati di contatto in evidenza. Google My Business consente di stabilire una comunicazione da remoto con i dipendenti ed i clienti, continuando ad avere un filo diretto con loro ed organizzare il lavoro. Allo stesso tempo, consente di analizzare i trend dei consumatori e trasferire on-line l’offerta, ad esempio tramite consegne a domicilio o live streaming utili per palestre o scuole di ballo o yoga ad esempio. Tra i fondi messi a disposizione da Google per la crisi Covid-19, 340 Milioni di dollari sono destinatialle PMI che abbiano un account Google Ads attivo nell’ultimo anno e potranno venire utilizzati per ora, fino alla fine del 2020. Le potenzialità di un servizio Google My Business, Google Ads e una strategia SEO sono tali da valere l’investimento per un professionista che sappia sfruttarle.

Essere dove sono i clienti: l’importanza dei social.

Il mondo del digitale è incentrato sul dialogo, quindi per le aziende, grandi e piccole, i social come Facebook e Instagram, possono diventare dei preziosi alleati per la ripartenza. Al di là delle funzioni vendita diretta implementate di recente da Facebook, molti potrebbero venire a conoscenza dei vostri servizi grazie ad una strategia di comunicazione adeguata, creata da un professionista. Inoltre, è facile sponsorizzare il vostro negozio nei vari gruppi o tramite le stories ed i commenti di Instagram. Come Google, anche Facebook si è mosso per aiutare le PMI, mettendo a disposizione 100 Milioni, con il programma Facebook Small Business Program. Al prestito possono accedere aziende da 2 a 50 dipendenti, attive da almeno un anno, che abbiano subito l’impatto del Covid-19. Altro requisitoè l’avere sede in uno dei 30 Paesi in cui opera Facebook e si stima una copertura per 30.000 piccole imprese. Lo scopo non è solo garantire la fruizione dei servizi pubblicitari della piattaforma, ma anche coprire le spese di affitto e di gestione.

Dai crediti messi a disposizione dai colossi del web, fino alla fruizione delle piattaforme, il digitale mette a disposizione delle imprese piccole e grandi, strumenti indispensabili per ripartire. Investire in digitale e comunicazione non vuol dire solo cavalcare un’onda temporanea, destinata a sgonfiarsi, ma creare un cambiamento solido per la propria azienda, in grado di renderla più resistente agli scossoni momentanei del mercato. Investire in comunicazione digitale quindi, è un modo per ripartire e ripartire tutti, in vista della fase di ricostruzione del Paese.

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