L’importanza di SEO e CRO per posizionare il tuo sito sui motori di ricerca

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SEO e CRO per posizionare il tuo sito su google

L’importanza di SEO e CRO per posizionare il tuo sito sui motori di ricerca

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Considerate in precedenza antitetiche, la SEO e la CRO vanno a braccetto per ottimizzare il tuo sito web, grazie alle recenti evoluzioni di Google.

La SEO e la CRO sono state considerate in passato come due branche antitetiche, interessate ad aspetti diversi del digital marketing. La progressiva evoluzione di Google però, ha reso evidente come sia indispensabile mettere l’utente al centro della propria strategia digitale. Esistono ancora delle differenze tra le due discipline, ma l’integrazione è non solo possibile, ma auspicabile per rendere il sito web a misura di utente.

Cos’è la SEO?

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, cioè quell’insieme di tecniche e discipline utili a posizionare il proprio sito sui motori di ricerca. La SEO si divide essenzialmente in tre branche: on-page, off-page e on-site. La SEO on page è tutta quella parte legata alla scrittura e all’ottimizzazione di contenuti; la seo off-page riguarda principalmente il modo in cui aumentare la visibilità del sito, ad esempio tramite la condivisione social e la SEO on-site si occupa della parte più squisitamente tecnica, che tocca la costruzione e l’architettura del sito in quanto tale.

Cos’è la CRO?

La CRO è invece, quella disciplina del digital marketing che mette al centro delle proprie riflessioni l’utente. L’acronimo significa: Conversion Rate Optimization e si tratta di un approccio multidisciplinare. Psicologia, scrittura persuasiva, User Experience e pratica di Split test sono tra le armi in possesso di questa branca relativamente nuova della comunicazione digitale.

L’utente al centro: SEO e CRO si uniscono.

I successivi aggiornamenti di Google hanno cambiato totalmente l’approccio che la SEO aveva agli inizi, mettendo al centro l’utente. La filosofia attuale dei motori di ricerca infatti, privilegia l’utente e cerca siti in grado di rispondere ai suoi intenti di ricerca e alle sue domande in modo utile ed efficace. In passato Google stabiliva il ranking dei siti sulla base di 3 fasi: scansione, indicizzazione e posizionamento. Un sito veniva scansionato anche sulla base delle mere keywords; otteneva un punteggio e quindi veniva posizionato su quella base nella SERP. Attualmente, si conta una nuova fase ovvero, il rendering e cioè, la valutazione del sito sulla base dell’interazione dell’utente. I crawler vedono e considerano il sito per come l’utente lo vede e lo usa ed i progressi nella SEO semantica vanno infatti in questa direzione. Un esempio del cambio di rotta è il keyword stuffing che andava di moda agli inizi e che oramai, è una pratica non solo superata ma pesantemente penalizzata da Google. Ed è proprio qui che SEO e CRO si uniscono, privilegiando l’esperienza dell’utente, la creazione di contenuti nuovi ed utili che rispondano agli intenti di ricerca ed una struttura del sito chiara e ben pensata. La CRO aiuta a mantenere l’utente sulla pagina, a far sì che condivida i nostri contenuti e interagisca in modo ottimale con il sito: tutti questi parametri saranno valutati positivamente anche da Google ed influiranno sul ranking in SERP.

Alcune differenze rimangono, perché la SEO si occupa di ottimizzare anche elementi non visibili al visitatore del sito ma ai BOT; così come la CRO influenza contenuti utili, ma che non sono visibili ai BOT e che quindi non concorrono a posizionare il sito.

Un sito ben ottimizzato e ben strutturato, per posizionarsi in maniera ottimale sui motori di ricerca deve tenere in considerazione le buone pratiche SEO ma anche quelle legate alla CRO e cioè, considerare al centro l’esperienza e l’utilità per l’utente. Questa tendenza è dettata dall’approccio human dei motori di ricerca, ed è destinata a rafforzarsi, con l’affinarsi degli strumenti di indagine e con il progredire degli aggiornamenti di Google.

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