Prestazioni di lavoro autonomo occasionale senza partita Iva

Prestazioni di lavoro autonomo occasionale senza partita Iva
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La prestazione occasionale è idonea per chi svolge un lavoro in maniera non continuativa e non ha quindi l’obbligo di aprire una partita Iva. È obbligatorio aprirla quando si svolge un’attività in maniera continuativa e non sporadica.

Ci sono diverse condizioni affinché risulti possibile svolgere un lavoro autonomo senza aver aperto la partita iva, non deve essere svolto professionalmente, deve essere eseguito in maniera sporadica, non deve prevedere l’utilizzo di mezzi.

La prestazione svolta senza partita Iva deve avere una durata limitata nel tempo, fino a quando non si inizia a lavorare in maniera abituale e professionale, la fattura non fiscale non deve essere intesa come una opzione alla partita Iva ma solo uno strumento temporaneo.

Che differenza c’è tra il lavoro autonomo occasionale e il lavoro occasionale accessorio?

Chi effettua delle prestazioni lavorative nell’ambito del lavoro autonomo occasionale non deve essere iscritto ad un albo per lavorare come avviene ad esempio per avvocati, psicologi, architetti.Il lavoro autonomo occasionale è svolto senza subordinazione.

Se invece parliamo di lavoro occasionale accessorio, si tratta di un lavoro svolto in maniera subordinata e non autonomo.

Che caratteristiche devono essere presenti affinché sia legale svolgere una prestazione di lavoro autonomo occasionale?

 Per poter svolgere questo tipo di attività senza aver aperto la partita Iva bisogna rispettare questi requisiti:

  • L’attività non deve essere svolta in maniera continua, deve essere svolta periodicamente
  • La prestazione non deve essere coordinata e non deve essere quindi svolta in un’azienda
  • Bisogna tener conto della frequenza con cui si svolge l’attività e non degli introiti. Se svolgo, ad esempio, un lavoro, tutti i giorni per un anno anche se fatturo meno di 5.000 non potrò scegliere la ricevuta non fiscale ma dovrò aprire la partita Iva

Le due opzioni utilizzabili al venire meno dei requisiti della prestazione occasionale sono:

  • L’apertura della partita Iva
  • Il lavoro dipendente

Se avessi intenzione e necessità di aprire una partita Iva potresti verificare di avere i requisiti per il regime forfettario, che risulta vantaggioso dal punto di vista economico.

La ricevuta per il lavoro autonomooccasionale

Chi svolge una prestazione occasionale nell’ambito del lavoro autonomo è tenuto a fare al committente una ricevuta di prestazione che non è fiscale.

Questa ricevuta è caratterizzata da una quietanza di pagamento, emetterla significa aver ricevuto il pagamento della prestazione.

È quindi consigliabile aspettare di ricevere il pagamento prima di emettere la ricevuta di prestazione occasionale.

Nella ricevuta devono essere riportati i seguenti dati:

  • Il nome, cognome, residenza, il codice fiscale di chi svolge il lavoro eanche i dati anagrafici del committente
  • La data in cui viene emessa la ricevuta
  • Il compenso lordo concordato con il committente per il tuo lavoro
  • Se il committente risulta essere un sostituto d’imposta dovrai inserire oltre al compenso lordo la ritenuta d’acconto
  • L’importo netto (da cui viene tolto il 20% di ritenuta d’acconto nel caso il vostro committente sia un sostituto d’imposta)
  • Va poi applicata sulla ricevuta di prestazione occasionale una marca da bollo di 2 euro se il compenso percepito dovesse superare i 77,47 euro.

Le prestazioni occasionali in ambito fiscale

Il reddito che deriva da queste prestazioni fa parte dei redditi diversi e si devono indicare nel quadro D nel caso del modello 730 oppure nel quadro RL nel caso del modello redditi persone fisiche.

In entrambi i casi va indicato il reddito lordo che avete ottenuto e la ritenuta d’acconto nel caso sia stato fatto un lavoro per un committente che risulta essere ritenuta d’imposta, così facendo verrà scontata la tassazione IRPEF dal reddito che andrete a percepire.

Chi ha totalizzato un reddito annuo inferiore a 4.800 euro di lavori collocati nell’ambito della prestazione occasionale può essere esonerato dal presentare la dichiarazione dei redditi.

Cosa bisogna fare una volta raggiunto il superamento dei 5.000 euro di guadagno nell’ambito della prestazione occasionale?Sotto i 5.000 euro serve la partita iva?

Una volta raggiunta questa cifra bisognerà obbligatoriamente iscriversi alla gestione separataINPS.

L’aperura della partita Iva non è correlata al superamento di questa soglia ma è correlata alla prestazione eseguita in maniera continuativa e professionale.

Chi supera la soglia dei 5.000 ma lavora in maniera discontinua non deve aprire la partita Iva, invece i soggetti che lavorano giornalmente e professionalmente devonoaprirla anche se non raggiungono i 5.000 euro.

Si sente molto spesso parlare della soglia dei 5.000 euro, sotto i quali molti affermano non essere necessario aprire la partita Iva, in realtà si tratta di un’informazione ricorrente ma errata, non è previsto un minimo guadagno per aprirla, se siete dei professionisti siete tenuti a regolarizzare la vostra posizione all’INPS aprendo la partita Iva (scegliendo il regime a voi più congeniale come il regime forfettario), non potete assolutamente svolgere un’attività in maniera professionale privi di partita Iva.

Se hai dei dubbi sulla tua attività e non sei certo di dover aprire una partita Iva il consiglio è quello di recarti da un commercialista, ogni attività è un caso a sé e deve essere valutata singolarmente.

Se non apri la partita Iva e l’agenzia delle entrate riscontra una violazione affermando che per la tua attività sia necessaria, potrebbe chiederti il versamento dell’Iva, diventa quindi indispensabile fare chiarezza se si hanno dei dubbi.

Lavoro occasionale accessorio e libretto famiglia

Si tratta di un libretto prepagato nominativo che le famiglie possono utilizzare per pagare chi effettua una prestazione lavorativa come nel caso delle babysitter, delle collaboratrici domestiche, di chi fa assistenza agli anziani, ripetizioni per studenti oppure lavori di manutenzione. Si può acquistare negli uffici postali o tramite il sito dell’INPS.

Nel libretto ci sono titoli di pagamento che corrispondono a 10 euro a testa e ciascuno serve a pagare un’ora di prestazione.

La famiglia che ne fa uso dovrà comunicare all’INPS:

  • I dati di chi ha svolto la prestazione
  • Il pagamento
  • Il luogo dove è stata svolta la prestazione
  • Quanto è durata la prestazione

Voucher PrestO per imprese e professionisti

Il lavoro occasionale accessorio può essere pagato con il contratto di prestazione occasionale PrestO.

Va evitato nei casi seguenti:

  • Quando chi svolge la prestazione ha terminato da un periodo inferiore di sei mesi un rapporto lavorativo subordinato oppure una collaborazione svolta continuativamente con lo stesso utilizzatore(il divieto è presente anche nel caso in cui questa prestazione o collaborazione sia ancora in corso)
  • Non può essere utilizzata da chi ha più di 5 dipendenti subordinati con un contratto lavorativo indeterminato
  • Non possono utilizzarlo nel settore agricolo, edilizio, degli appalti e delle miniere.
  • Per le imprese agricole c’è un’eccezione per cui può essere utilizzato il voucher PrestO, cioè nel caso in cui il soggetto chiamato a svolgere la prestazione non fosse iscritto l’anno passato negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.

Il compenso minimo è di 9 euro all’ora, chi utilizza questo voucher deve dichiarare prima dell’inizio della prestazione i suoi dati e quelli di chi effettua la prestazione, il luogo in cui verrà svolta la prestazione, in cosa consisterà la prestazione, la data di svolgimento e l’orario.

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