Fase 2, scontro tra Regioni e Governo.

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Fase 2, scontro tra Regioni e Governo

Fase 2, scontro tra Regioni e Governo.

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La scelta di un piano nazionale ed omogeneo di riapertura, per altro molto timido, ha creato malumori nelle Regioni di centrodestra, che scrivono a Mattarella.

Dura la reazione del Governo, che promette una ratio territoriale a partire dal 18 maggio.

Con il Dpcm del 26 aprile, illustrato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa, l’Italia è entrata in una Fase 2 che inizierà ufficialmente il 4 maggio. Il provvedimento valido fino al 17 maggio, consente qualche blando allentamento delle restrizioni di movimento per i cittadini e fissa l’apertura delle aziende secondo rigidi criteri anti-contagio. Attività commerciali al dettaglio, attività culturali, parrucchieri ed estetisti sono rimandati a successive valutazioni, in una data da destinarsi tra il 18 maggio ed il 1 giugno. La reazione degli imprenditori non si è fatta attendere e sono fioccate le proteste, tra cui la consegna delle chiavi delle attività ai Comuni. L’epidemia di Coronavirus in Italia non ha un andamento omogeneo a livello regionale, tuttavia il Governo ha scelto di mantenere una disciplina legislativa unica per aperture e libertà restituite.

Le Regioni di centrodestra inviano una lettera a Mattarella.

Le Regioni di centrodestra hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I firmatari sono i governatori delle Regioni Lombardia, Liguria, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna a cui si aggiunge la Provincia Autonoma di Trento. La richiesta è di avere maggiore autonomia nella gestione territoriale dell’emergenza, in ottemperanza ai principi di sussidiarietà e leale collaborazione contenuti nel titolo V della Costituzione, a cui i Governatori si rifanno. Le Regioni non ci stanno insomma, e sottolineano la necessità di normalizzare l’emergenza in base al rispetto dei principi costituzionali, laddove un accentramento dei poteri in capo al Governo, giustificato dal picco dell’epidemia, non debba più trovare spazio nella situazione epidemiologica attuale.

Sulla base di queste rivendicazioni, il Governatore della Regione Calabria Jole Santelli, ha disposto l’apertura di bar, pasticcerie, agriturismi e pizzerie con servizio di tavoli all’aperto e fermo restando il rispetto delle norme anti-contagio.

La reazione del Governo alle istanze regionali.

Dura la reazione del Governo. Il ministro Boccia ha infatti anticipato che le ordinanze delle Regioni difformi al Dpcm del 26 Aprile saranno impugnate, dopo una diffida. Contestualmente c’è l’apertura ad una valutazione dal 17 maggio in poi, per consentire aperture calibrate sulla base delle differenze territoriali. La preoccupazione è quella che i contagi risalgano in maniera incontrollata, con la Germania presa ad esempio negativo. In realtà in territorio teutone, il contagio da Coronavirus non è risalito in maniera incontrollata e la curva resta comunque discendente come è stato nei giorni scorsi. Intanto, oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto un’informativa urgente in Parlamento, dove la tensione politica non è mancata. Durante il discorso del Premier, oltre a ricordare il rispetto di criteri scientifici rigorosi per le aperture, ha parlato anche delle iniziative territoriali: “non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime“. Lo sguardo per nuove aperture è rivolto alla curva dei contagi, sulla base delle osservazioni del comitato scientifico. Al di là dell’opposizione fortemente critica, si rileva anche la bordata di Matteo Renzi, leader di Italia Viva che fa parte della maggioranza parlamentare. L’accusa principale è rivolta all’accentramento di poteri in capo al Premier. La situazione insomma, inizia ad essere preoccupante anche sul fronte della politica.

Dopo un clima di collaborazione, il cambiamento di scenario epidemiologico in Italia ha segnato un cambiamento nello scenario politico. Opposizione e una parte della maggioranza, così come le Regioni di centrodestra denunciano la scarsa attenzione del Premier allo scenario territoriale ed economico italiano, oltre che la tendenza all’accentramento del potere decisionale, incompatibile con la Costituzione. L’emergenza del Coronavirus insomma, fa oscillare la tenuta del panorama politico nazionale con risvolti al momento imprevedibili.

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