Come ridurre la frequenza di rimbalzo in WordPress

Frequenza di rimbalzo WordPress
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Ridurre la frequenza di rimbalzo in WordPress vuol dire limitare la percentuale di utenti che visitano il proprio sito web e poi abbandonano la pagina, nota anche come bounce rate.

Questa situazione si verifica perché l’utente, arrivato al sito dopo una ricerca su Google, legge le informazioni presenti, ma poi abbandona la pagina ritorna alla schermata precedente con le diverse SERP (Search Engine Result Page).

Le motivazioni per cui l’utente non continua la navigazione sul sito possono essere diverse e non sempre sono facili da individuare. Capire il perché permette però di implementare alcune strategie per ridurre la frequenza di rimbalzo in WordPress.

I motivi per cui gli utenti abbandonano il sito

Anche se non sempre è possibile individuare perché gli utenti abbandonano un sito web, ci sono sicuramente 2 motivazioni che aumentano la frequenza di rimbalzo.

  1. L’utente ha trovato l’informazione desiderata e non ha bisogno di altro,
  2. L’utente non ha trovato ciò che cercava e abbandona il sito per cercare informazioni da altre fonti.

La frequenza di rimbalzo: cos’è e quando è troppo elevata

La frequenza di rimbalzo, o bounce rate, può essere calcolata con una formula individuata da Google che mette a confronto il numero di utenti che abbandonano il sito, diviso per il numero totale di visitatori nello stesso arco temporale.

Ad esempio:  250 rimbalzi ÷ 1000 visitatori totali = .25 x 100% = 25% frequenza di rimbalzo




Ridurre la frequenza di rimbalzo

Definire quando una frequenza di rimbalzo in WordPress è elevata è una valutazione che va fatta considerando la tipologia di sito e anche le singole pagine. Infatti, ad esempio, da una landing page è piuttosto normale aspettarci una bounce rate elevata (compresa tra il 60% e il 90%) rispetto, invece, ad altre tipologie di pagina che hanno un maggior carattere informativo.

In realtà, è bene sapere che la frequenza di rimbalzo, per essere indicativa, andrebbe considerata insieme alle altre metriche di un sito web.

Come individuare la frequenza di rimbalzo su WordPress

Per individuare la frequenza di rimbalzo del proprio sito WordPress si può accedere a Google Analytics o installare alcuni plug-in specifici. In entrambi i casi, la bounce rate sarà espressa in questo modo:

Google Analytics

Su Google Analytics si avrà accesso a un serie di informazioni sulla bounce rate contenute nei dettagli che riguardano più aspetti del sito:

Nella sezione rapporto Pubblico > Panoramica, selezionando il grafico Frequenza di rimbalzo;

Nella sezione rapporto Acquisizione > Tutto il traffico > Canali alla voce Comportamento della tabella; Sorgente/mezzo o tutte le pagine.

Queste informazioni, oltre a fornire un indicatore relativo alla frequenza di rimbalzo, sono dati utili che andrebbero costantemente monitorati per attuare eventuali azioni correttive.

Strategie per ridurre la frequenza di rimbalzo in WordPress

La frequenza di rimbalzo, in ogni caso, andrebbe ridotta. Questo vuol dire utenti più interessati e coinvolti nei contenuti del proprio sito web. Per arrivare a questo obiettivo, ovvero ridurre la bounce rate, bisogna lavorare su diversi aspetti del sito.

Sicuramente, un aspetto fondamentale nel ridurre la frequenza di rimbalzo sono i contenuti.

La pertinenza dei contenuti, ovvero offrire informazioni in linea con quello che gli utenti cercano, permette di evitare l’abbandono del sito web. Se l’utente non trova quello che cerca è normale che tenderà a chiudere la pagina.

Strutturare contenuti interessanti, coerenti con le keyword individuate e coinvolgenti, magari inserendo dei video, che secondo un rapporto dell’agenzia Brafton, permettono di ridurre la frequenza di rimbalzo del 34%, sono ottime strategie per risolvere questo problema.

I contenuti devono anche essere strutturati in modo tale da essere leggibili e contenere paragrafi brevi e suddivisi da titoli con elementi chiave in evidenza.

L’usabilità, poi, è un aspetto fondamentale: il sito deve essere accessibile dai diversi device, sia mobile che desktop, facile da navigare e veloce da caricare. Una ricerca di Neil Patel, ad esempio, ha dimostrato che circa il 73% degli utenti che usano device mobili abbandonano il sito perché troppo lento.

Una strategia di link building efficace, soprattutto basata sui link interni, è un’ottima soluzione per ridurre il bounce rate e portare gli utenti a consultare più pagine del sito web.

Creare una community per coinvolgere gli utenti e aggiornare i contenuti con una buona frequenza sono altre due azioni da intraprendere che permettono di ridurre la frequenza di rimbalzo in WordPress.

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Carlo Alberto Bello

La mia passione per WordPress mi ha portato negli ultimi 10 anni a voler aiutare sempre più persone a creare blog e siti web in WordPress in completa autonomia. Spero troverai utili le oltre 200 guide WordPress e sulla SEO che ho pubblicato su questo blog. Sono disponibile a fornire una prima consulenza SEO GRATUITA, consigliandoti una strategia seo per posizionare il tuo sito WordPress tra i primi su Google.