Aiuti e meno tasse. Il Cna Toscana lancia l’allarme per la sopravvivenza delle imprese.

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Aiuti alle imprese
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Il Governo ha messo a disposizione delle imprese quella che nelle intenzioni doveva essere una “potenza di fuoco da 400 miliardi di euro”.

Il risultato però, è stato ben lontano dalle aspettative e i soldi non arrivano facilmente alle imprese. Come mai?

La situazione economica italiana ed il blocco imposto dal nuovo Coronavirus, non ha precedenti nella storia moderna. Il Governo ha messo a disposizione dei fondi di liquidità per autonomi e famiglie, con la moratoria sui crediti, la CIG e i fondi per gli autonomi; ha inoltre stabilito una “potenza di fuoco da 400 miliardi di euro” per l’accesso a prestiti agevolati che avrebbero dato respiro, nelle intenzioni, alle imprese. Nei fatti però, la macchina burocratica italiana ha subito dei rallentamenti molto forti che stanno pregiudicando l’operatività di queste iniziative e la loro funzionalità per i bisogni di imprese e lavoratori.

I prestiti alle aziende, tra annunci frettolosi e burocrazia.

Il prestito alle aziende, garantito dallo Stato, è stato annunciato in fretta e furia dal Governo. Secondo il Corriere, l’annuncio ufficiale è arrivato il 6 Aprile, prima che l’Europa desse l’ok ai fondi (14 Aprile). Successivamente, è arrivato l’accordo tra ABI e Sace, ma per giorni le persone si sono rivolte alle banche per chiedere l’accesso ad un credito che non era ancora disponibile e operativo. Questo clima divisorio ha addirittura portato il Ministro dell’Interno Lamorgese a lanciare l’allarme per disordini sociali negli Istituti Bancari. I problemi tuttavia, non sono finiti con l’operatività effettiva dei fondi. Per i prestiti che vanno da 25 mila a 800 mila euro, la garanzia arriva per la maggiore dallo Stato e per una parte dai confidi, i consorzi di garanzia collettiva dei fidi. Questa doppia garanzia ha portato spesso alla necessità di presentare la documentazione due volte, con intoppi e rallentamenti tali da rendere di fatto impossibile accedere al credito. Inoltre, all’inizio era passato il messaggio che per l’accesso ai prestiti per le imprese micro e piccole e medie, fosse sufficiente la sola autocertificazione. Altro nodo è la disponibilità dei fondi per coprire gli Istituti bancari in caso di mancato pagamento: al momento attuale non ci sono tutti, si prevede una correzione in corsa con il prossimo decreto, con un’aggiunta di 34 miliardi di euro.

Bonus a lavoratori e famiglie

Di 11 milioni di persone che hanno richiesto i bonus, al momento solo 7,5 milioni lo hanno ottenuto. I primi intoppi con l’INPS sono stati evidenti, dalla confusione sul click day per gli autonomi fino al breach dei dati. Il sito INPS insomma, non era per nulla preparato all’emergenza, nonostante i tempi effettivi a disposizione per sistemare i buchi informatici. Alcune domande sono in revisione e controllo e i tempi effettivi di erogazione non sono stati rapidissimi, tanto per i bonus come i tempi fisiologici della CIG.

Tra annunci frettolosi e problemi di realizzazione, l’accesso dei lavoratori e delle imprese alle misure di liquidità promesse dal Governo non è stato facile per tutti. Al contrario, per quel che concerne i prestiti garantiti, molti intoppi burocratici e dovuti alla mancanza di fondi o al doppio canale, hanno reso nei fatti impossibile accedere ai crediti per molte aziende.

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